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Marpessa è una maschera dal carattere enigmatico e raffinato, nella quale Giorgio De Marchi interpreta il volto umano attraverso una sintesi originale di teatro, scultura e artigianato.
Il volto, allungato e delicatamente triangolare, è dominato da una calda tonalità ocra e ambrata, attraversata da sfumature che ne esaltano la matericità e la lavorazione manuale. Gli occhi, grandi e leggermente asimmetrici, conferiscono alla maschera un'espressione sospesa tra stupore, curiosità e malinconia. Le sopracciglia arcuate e il disegno sottile delle palpebre accentuano ulteriormente questa particolare espressività.
Il naso, lungo e delicatamente modellato, accompagna la geometria del volto senza esasperarla, mentre le labbra, definite da una tonalità rosso scuro, introducono un elemento di sensualità e di mistero.
A completare l'opera è il caratteristico copricapo in tessuto grezzo, arricchito da bordature e dettagli decorativi, che incornicia il volto e trasforma la maschera in una vera e propria figura teatrale. Il contrasto tra la superficie liscia e lucida del volto e la matericità del tessuto crea un interessante dialogo tra corpo, costume e maschera.
Il nome Marpessa richiama una figura femminile dal forte valore evocativo e contribuisce a conferire all'opera un'identità narrativa. Non si tratta quindi soltanto di una maschera, ma della rappresentazione di un personaggio, volutamente indefinito, che sembra appartenere a un mondo sospeso tra realtà e scena.
Pensata per essere indossata, Marpessa acquista la sua piena forza espressiva attraverso l'attore: il volto reale scompare e lascia spazio a una nuova identità, capace di raccontare emozioni attraverso lo sguardo, la postura e il movimento.
Marpessa è dunque un'opera in cui la tradizione della maschera teatrale incontra una sensibilità contemporanea, trasformando un oggetto scenico in una presenza artistica autonoma, adatta tanto alla rappresentazione teatrale quanto alla collezione e all'esposizione.